Caro Presidente,
le scrivo per esternarle tutto il mio apprezzamento relativamente all’incontro, organizzato dal Boxer Club Milanese presso il campo di Busto A., che ha visto protagonisti i bambini dell’A.I.A.S. e, manco a dirlo, i nostri amici boxer.
Beh, bisognava essere lì per capire veramente quanto e cosa può dare un cane.
Beninteso, non un cane qualsiasi, ma un boxer: quell’essere a quattro zampe molto spesso un po’ rozzo (è vero, inutile negarlo, il boxer non è un milord), sbavone (!) e con quel muso che non si capisce bene da dove sia uscito.
Tutto vero, ma tutte queste cose insieme hanno dimostrato una grande verità: il boxer quanto a dolcezza, docilità e capacità di giocare con i bambini ha pochi, forse nessuno, rivali al mondo.
Domenica pomeriggio, sulle prime, tutti, cani e bambini, sembravano stare un po’ sulle loro, quasi avessere avuto bisogno di un po’ di tempo per studiarsi e conoscersi.
Devo dire che i più timorosi, per non dire impauriti, si sono dimostrati i genitori, gli adulti in generale: i bambini mostravano subito di voler familiarizzare, cercare il contatto fisico ed il gioco.
Era solo questione di tempo.
Quando i bambini sono potuti entrare nel campo, dove solitamente i cani lavorano, per poter finalmente giocare, lì è scoccata la scintilla: cani e bambini, come d’incanto, sono diventati una cosa sola, con i genitori quasi sorpresi di tanta istintiva confidenza, come si conoscessero da sempre.
Non potevano sapere che i nostri boxer, più di tutto, amano il contatto fisico, che nel mondo canino sono considerati alla stregua di una vera e propria baby sitter, tanta è la dolcezza e la pazienza che sanno mostrare nei confronti degli umani più piccoli.
Il prezzo da pagare? Qualche ruzzolone (sono un po’ rozzi, l’abbiamo già detto) e molte lavate di viso (la lingua di un boxer può tranquillamente gareggiare con un panno vileda), ma nessun bambino si è più tirato indietro
Tutti, piccoli e grandi, li hanno tirati per le orecchie, portati al guinzaglio, qualcuno, più piccolo, è addirittura salito in groppa, alla stregua di un pony. E i cani? Felici, come solo i cani sanno esserlo.
E i bambini? Felici, come solo i bambini sanno esserlo.
Al termine della giornata un genitore mi si è avvicinato, chiedendo se, e quando, sarebbe stato possibile rivivere ancora un momento come quello: aveva nello sguardo e nella voce la soddisfazione di chi ha scoperto un mondo, fatto di cani che dispensano felicità anziché aggredire e sbranare gli umani.
La ringrazio per l’occasione che mi ha dato: sapevo che il mio cane, insieme agli altri, è un cane speciale, ogni
padrone lo sa.
Domenica lo hanno scoperto e apprezzato molti altri, è questa è una cosa grande.
La sa una cosa?
Mia moglie sostiene sempre che quando Moka (la nostra boxerina) gioca sorride.
E’ tutto vero: domenica chiunque ha potuto constatare che un boxer quando gioca sorride veramente.
Ma quel che è ancora più incredibile è che, alla fine, sorridono anche tutti quelli che hanno giocato con lui.
Grazie ancora Presidente, anche da parte di Moka.
Ad majora.
Marco Vandi e Moka